Dicono di noi - AMROSSINIAPS

G. Rossini
Associazione di Promozione Sociale
Vai ai contenuti

Dicono di noi

Associazione
17/11/2017
08/09/2018

Pubblicato Lunedì, 24 Luglio 2017
Scritto da Concezio Leonzi
    CONCERTO D’ESTATE

    SUCCESSO DELL’ORCHESTRA DEL TEATRINO DI ELICE

    Non poteva aprirsi in maniera più festosa e gagliarda  il Concerto d’estate dell’Orchestra del Teatrino di Elice (Pe) nel Teatro Comunale di Atri, il 23 luglio scorso: con la marcia militare “I lancieri del Bengala” del compositore pugliese Amleto Lacerenza. Il nome dell’orchestra del Teatrino, sia chiaro, non è una diminutio, ma richiama il luogo magico dove tutta la comunità di Elice, ridente borgo della provincia pescarese, si riunisce per studiare e divertirsi con la musica. Fratelli, zii, nonni, nipoti di tutte le età, impegnati gioiosamente in un collettivo progetto culturale. Elice, possiamo dirlo, è il luogo dove avviene il miracolo della socialità all’insegna dell’arte. L’uno vicino all’altro nel piacere collettivo di suonare in orchestra, per la gioia individuale e del pubblico, sempre numeroso ai concerti dell’orchestra, orgoglio e vanto del piccolo centro pescarese. Anima di questo fermento artistico è la famiglia Di Vittorio, da generazioni impegnata nell’educazione musicale del paese. Le lezioni individuali e collettive sono impartite da fior di docenti nel rinnovato “Teatrino” intitolato a don Renato Trabucco, dove vengono allestiti anche piccoli spettacoli di prosa dalla locale Associazione “Rossini”.

    Sul podio del concerto di Atri, il giovane e valoroso Maestro Antonio Di Vittorio: sicuro, chiaro nel gesto, ottimo interprete delle impegnative musiche in programma. Sotto la sua bacchetta l’Orchestra ha eseguito le più belle pagine di musiche da film, conquistando il numeroso pubblico che ieri sera ha rinunciato alle atmosfere festaiole estive per gustare, comodamente seduto nel nostro delizioso Teatro Comunale, ottima musica per grande orchestra (con ingresso gratuito). Alle colonne sonore di Zimmer, Williams e Morricone si sono alternate quelle di Haendel, con il suo capolavoro “The musick for the royal fireworks”. Una nota di merito per la giovane flautista solista Benedetta D’Annunzio. Una curiosità: tra le file dell’orchestra anche un giovane solista di Atri, Gregorio Cocciarficco, insegnante di Sassofono nella scuola di Elice e un grande solista di fama internazionale, Alessandro Chiavetta, anch’egli figlio del Teatrino miracoloso, tornato in patria per le vacanze estive dalla Finlandia, dove ricopre il prestigioso ruolo di Prima Tromba Solista della Tampere Philharmonic Orchestra.
    Concezio Leonzi


    Pubblicato Venerdì, 25 Dicembre 2015
    Scritto da Concezio Leonzi

      IL SAPORE DI FAVOLA DI UN CALDO EVENTO MUSICALE

      CON UN CONCERTO D’ECCEZIONE, INAUGURATO A ELICE IL TEATRO PARROCCHIALE INTITOLATO A DON RENATO TRABUCCO, ORGANISTA E INDIMENTICATO PARROCO DEL PAESE.

      Mentre scrivo queste righe per raccontarvi dell’interessante concerto tenutosi il 23 dicembre scorso nella vicina Elice (Pe), mi torna in mente un aneddoto che il celebre baritono italiano Paolo Silveri mi raccontò una sera a cena.

      Era nel pieno della popolarità quando il suo paese natale, Ofena, in provincia dell’Aquila, organizzò un concerto in suo onore. Erano i primi anni ‘40. Ofena non aveva un teatro. Si rimediò con un locale alla buona. Tutto il paese vi si riversò per applaudire il suo figlio illustre. Ma c’era un biglietto d’ingresso, e la cosa irritò non poco i concittadini del grande artista di fama mondiale. Pagare un biglietto per ascoltare Paolo, che fino a qualche anno prima giocava nel piazza del paese con i pantaloni alla zuava! Un affronto. Ma bastò qualche spinta al portone del locale e tutta Ofena si ritrovò compressa come una scatola di sardine ad applaudire il suo grande baritono. E senza pagare un soldo!

      Qualcosa di simile è accaduto ieri sera a Elice, per il rientro in patria di una grande artista, Alessandro Chiavetta, 26 anni, trombettista di fama internazionale e Prima Tromba della Tampere Philharmonic Orchestra in Finlandia, una carriera costellata di successi, tornato nella sua Elice quale ospite d’onore dell’Abruzzo Brass Quintet. Per la verità ad Elice non c’era nessun biglietto da pagare, l’ingresso era gratuito, anzi a tutti era offerto anche un ricco buffet a base di specialità locali.

      Tuttavia qualcosa mi rimandava a quel lontano concerto di Silveri. Il concerto è stato preceduto da una cerimonia importante, con tanto di banda del paese: la riapertura, dopo il restauro, del teatro parrocchiale e la sua intitolazione a don Renato Trabucco, il parroco di Elice scomparso tre anni fa. Don Renato fu anche un ottimo organista. Grande è stata la mia soddisfazione alla vista del suo nome sulla facciata della piccola sala, perché a don Renato mi legava qualche ricordo di gioventù. L’avevo conosciuto ad Atri nel 1985, in occasione della visita di Giovanni Paolo II ad Atri. L’allora parroco della Cattedrale, don Giovanni D’Onofrio, che era stato suo compagno di seminario, volle che fosse lui a suonare l’organo per lo storico evento.

      Torniamo alla serata. Dopo la benedizione dell’insegna, il gran concerto inaugurale dell’Abruzzo Brass Quintet, e del celebre solista. Il concerto, presentato dal bravissimo Maestro Luigi Belfatto, affermato solista abruzzese, si è aperto con il Preludio del Te Deum di Charpentier: grande emozione per la splendida esecuzione come solista di Alessandro Chiavetta. Anche lui, come Silveri, giocava fino a qualche anno fa con i suoi compagni nella piazzetta di Elice, ed ora eccolo lì, fiero dei suoi traguardi da condividere con le persone a lui care, la sua famiglia, i compagni di gioco, i vicini di casa. Leggo alcune note del suo curriculum: classe 1989, inizia lo studio della tromba all’età di nove anni con il professor Adolfo Di Mele presso il Conservatorio di Musica “Luisa D'Annunzio” di Pescara dove si diploma nel 2008. Nello stesso anno partecipa e vince un’audizione nazionale che gli consente di entrare a far parte dell’orchestra Giovanile Italiana di Fiesole. Nel 2010, al termine dell’esperienza toscana, viene selezionato per accedere nella classe del professor Frits Damrow (già prima tromba della Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam) alla Zuercher Hochschule der Kuenste di Zurigo. Nel 2012 diventa accademista presso l’Opernhaus di Zurigo dove ha modo di collaborare con direttori di fama internazionale. Inoltre prende parte, sempre come Prima Tromba, al Sommer Tour 2013 con la Mahler Jugend Orchester, considerata la migliore orchestra giovanile al mondo, con la quale tiene concerti a Londra, Amsterdam, Dresden e Salzburg. Brillante il suo piazzamento al prestigioso concorso Kiwanis Wettbewerb. Che dire di più? Il programma è andato avanti con pagine di piacevole ascolto, tratte da colonne sonore, cartoni animati; poi Bernstein, Piazzolla, Rota, Morricone, e, ancora, il celebre Valzer n. 2 di Shostakovich, fino all’acrobatico Helter Skelter di Walter Lemmon, eseguito allo xilofono da Danilo Di Vittorio, affermato percussionista e anche lui orgoglio del paese. Potevano mancare gli auguri di Natale in musica? Ecco allora We wish you a merry Christmas a conclusione di una serata piena di emozioni: ottima musica, bella gente di paese, cordiale, affettuosa, seduti sulle panche, come in Ladri di biciclette di De Sica, felici e uniti per una giornata di musica e di ricordi davvero particolare.

      La musica, quella d’arte, fatta bene, come quella regalataci ieri ad Elice da ottimi artisti abruzzesi, vissuta nella semplicità di un piccolo oratorio di paese, lontano dai riflettori dei “grandi eventi”, ha sapore di favola.
      Concezio Leonzi

      Pubblicato Lunedì, 27 Novembre 2017
      Scritto da Concezio Leonzi
        A ELICE UNA ESECUZIONE DI GRANDE DIGNITA' ARTISTICA
        LA MESSA DI JACOB DE HAAN PER UN CONCERTO DI SANTA CECILIA

        Tante, in questi giorni di novembre, le manifestazioni musicali dedicate a Santa Cecilia, nella nostra provincia, come in altre. Ed è bello ritrovarsi grazie alla musica. Per i musicisti andare ad un concerto non è solo l’occasione per ascoltare la musica dal vivo, ma anche quella di riabbracciare colleghi, vecchi amici, concertisti, compagni di conservatorio, o più semplicemente persone conosciute nei lunghi anni dedicati alla musica. Quest’anno, tra i tanti concerti in Abruzzo ce n’è uno di cui voglio riferirvi in questo asterisco. E torno a parlare, con piacere, dell’Orchestra del Teatrino di Elice (Pe), che detto così potrebbe sembrare l’espressione istituzionale di una scuola di parrocchia o semplicemente il gruppo musicale di un oratorio. È vero che l’orchestra del Teatrino usa la vecchia cripta di una bellissima chiesa della provincia pescarese, ma di oratorio e di ”doposcuola”, vi assicuro, non ha nulla. Fior di musicisti, infatti, danno vita ad una scuola di altissimo profilo, musicale ed educativo, che lavora per tutto l’anno con finalità altamente artistiche, sociali e socializzanti. Strumenti a fiato, soprattutto, e percussioni (il docente è un percussionista di chiara fama: Danilo Di Vittorio). Diretti da Antonio Di Vittorio, raffinato clarinettista abruzzese che da anni si dedica con successo anche alla direzione d’orchestra.
        Torniamo alla festa di Santa Cecilia, e al concerto che proprio l’Orchestra del Teatrino di Elice ha voluto dedicarle ieri sera in un una cornice insolita: la bella chiesa di Sant’Agnello, semplice, sobria, raccolta, dalla cui area antistante si gode una bella vista sulle colline pescaresi. In programma la Missa in onore di Santa Cecilia di Jacob De Haan, compositore olandese di Heerenveen (1958 - viv.), autore di brani per orchestra di fiati. Un’opera godibile, serena, senza indugi drammatici, a tratti settecentesca nella scrittura melodica e nelle armonie (evidenti gli echi mozartiani). Originale tuttavia, e quel che più conta, assai gradevole, senza forzate ambizioni di modernità. Un’opera di tradizione, potremmo dire, sia pure con qualche novità sul piano della concezione spirituale. Mancano, ad esempio, i momenti di raccoglimento che la tradizione sacra ci consegna, come la meditatio del “Crucifixus” del Credo, ad esempio. O l’attesa rassegnazione dell’Agnus Dei. Note caratteristiche che rendono questo lavoro di Haan originale, almeno sotto il profilo emozionale. L’esecuzione, diretta dal bravissimo Antonio Di Vittorio, prevedeva un organico medio di fiati, organo e quattro voci soliste, due soprani, tenore e basso: Simona Mincone, Gabriella Di Peppe, Giovanni Di Deo e Lucio Di Giovanni, egregiamente all’altezza dei rispettivi ruoli. Grande fusione dell’orchestra. Degni di nota i soli del flautista Stefano Mammarella e del trombista (o trombettista, vexata quaestio mai risolta) Silvio Di Paolo. Un’esecuzione di grande dignità artistica, che dimostra che per la buona musica si può scegliere anche una modesta chiesa di campagna, eseguita da formazioni “minori”, che senza clamori e tra immaginabili difficoltà organizzative, tengono alto il nome della musica italiana.
        Concezio Leonzi

        Pubblicato Sabato, 22 Settembre 2018
        Scritto da Concezio Leonzi
          MODESTIA E SEMPLICITA' DI UN GRANDE MUSICISTA
          DA ELICE A PARIGI: LA STORIA DEL FISARMONICISTA ACHILLE PELLEGRINI

          Gli specialisti l'avrebbero chiamata una Masterclass, quella che ieri sera il grande fisarmonicista italo-francese Achille Pellegrini ha regalato al Coro Di Jorio e agli appassionati di musica di Atri nella bella sala prove di Largo Rodolfo Zanni. Doveva essere solo un incontro tra amici, un’oretta di musica dedicata alle canzoni francesi ever green, trasformatasi per magia in una lezione di  improvvisazione jazz, di swing e tecnica virtuosistica per fisarmonicisti. Una sorpresa per tutti.
          Il nome di Achille Pellegrini era conosciuto nella provincia teramana negli anni '50: accompagnava alla buona i primi cori abruzzesi, compresi quello di Atri e di Elice, per i quali compose “Lu cistarelle” un simpatico motivetto che diventò un successo regionale, in quegli anni tristi del dopoguerra. Poi per sessant’anni niente, sembrava sparito nel nulla (in Italia solo pochi concerti negli anni '70). Dove s'era cacciato Achille Pellegrini? Era in Francia, a Parigi, dove giunse a 18 anni con la sua fisarmonica e una valigia di cartone. Più volte respinto alla frontiera, alla fine riuscì a superarla a piedi, di notte, per i sentieri di montagna. Finalmente a Parigi. Studio, voglia di arrivare, difficoltà di ogni genere. Era abituato a tirare dritto, lui che da bambino aveva aiutato il papà nel duro lavoro di muratore. E tirò dritto anche a Parigi, con l’obiettivo certamente non facile di affermarsi con la sua fisarmonica, in una città dove i fisarmonicisti bravi certamente non mancavano. Qualche anno di stenti e finalmente il primi ingaggi e i primi timidi successi. Già negli anni ‘60 Achille era il musicista più richiesto nei locali storici che tutto il mondo conosce ancora oggi (Moulin Rouge, solo per dirne uno) e a fianco di artisti da copertina (Dalida, Ives Montand, Edith Piaf, Juliette Greco, e qui mi fermo). Un miracolo musicale! E poi concerti in ogni angolo del mondo. 55 dischi LP, oltre 800 brani incisi, anche con pseudonimi, per sviare le esclusive delle case discografiche. Eppure di questi successi d’oltralpe che Achille mieteva senza soste nessuno sapeva niente, se non qualche vicino di casa. Queste cose le ha raccontate a me giorni fa nella sua piccola casa “paterna” di Elice, dove trascorre indisturbato le sue vacanze estive, e le ha raccontate, nel dialetto di Elice di quegli anni lontani, anche ieri sera, nella sala del Coro Di Jorio. "Non farmi parlare, non so parlare bene l'italiano". Invece ci ha raccontato la sua vita benissimo, con una lucidità impressionante, per un giovanotto di 86 anni. Tra una canzone francese e un valzer musette, ieri sera Achille ci ha parlato dei successi, le storie, le ombre e le luci della sua vita trascorsa lontano, con la modestia e semplicità della gente buona. Ecco, modestia e semplicità: due cose rare che forse nemmeno una Masterclass sarebbe riuscita a regalarci.
          Grazie Maestro Achille Pellegrini. Alla prossima!
          Concezio Leonzi
          Created with WebSite X5
          © Associazione Musicale G. Rossini a.p.s.
          Associazione Musicale G. Rossini a.p.s.
          Via G. D'Annunzio 29 65010 ELICE (PE)
          C.F.: 91073590688  P.IVA: 02170030684
          Codice SDI:KRRH6B9
          Sede operativa Via Roma 35
          (Teatrino Parrocchiale Don R. Trabucco)

          Contatti
          P.E.O:associazionerossini@gmail.com
          P.E.C:amrossiniaps@pec.it
          Mobile Presidente: 339.1566716
          Mobile Segretario: 350.0487178
          Privacy Policy
          Torna ai contenuti