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G. Rossini
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Dicono di noi

Associazione
17/11/2017
08/09/2018
Pubblicato Venerdì, 25 Dicembre 2015
Scritto da Concezio Leonzi

    IL SAPORE DI FAVOLA DI UN CALDO EVENTO MUSICALE

    CON UN CONCERTO D’ECCEZIONE, INAUGURATO A ELICE IL TEATRO PARROCCHIALE INTITOLATO A DON RENATO TRABUCCO, ORGANISTA E INDIMENTICATO PARROCO DEL PAESE.

    Mentre scrivo queste righe per raccontarvi dell’interessante concerto tenutosi il 23 dicembre scorso nella vicina Elice (Pe), mi torna in mente un aneddoto che il celebre baritono italiano Paolo Silveri mi raccontò una sera a cena.

    Era nel pieno della popolarità quando il suo paese natale, Ofena, in provincia dell’Aquila, organizzò un concerto in suo onore. Erano i primi anni ‘40. Ofena non aveva un teatro. Si rimediò con un locale alla buona. Tutto il paese vi si riversò per applaudire il suo figlio illustre. Ma c’era un biglietto d’ingresso, e la cosa irritò non poco i concittadini del grande artista di fama mondiale. Pagare un biglietto per ascoltare Paolo, che fino a qualche anno prima giocava nel piazza del paese con i pantaloni alla zuava! Un affronto. Ma bastò qualche spinta al portone del locale e tutta Ofena si ritrovò compressa come una scatola di sardine ad applaudire il suo grande baritono. E senza pagare un soldo!

    Qualcosa di simile è accaduto ieri sera a Elice, per il rientro in patria di una grande artista, Alessandro Chiavetta, 26 anni, trombettista di fama internazionale e Prima Tromba della Tampere Philharmonic Orchestra in Finlandia, una carriera costellata di successi, tornato nella sua Elice quale ospite d’onore dell’Abruzzo Brass Quintet. Per la verità ad Elice non c’era nessun biglietto da pagare, l’ingresso era gratuito, anzi a tutti era offerto anche un ricco buffet a base di specialità locali.

    Tuttavia qualcosa mi rimandava a quel lontano concerto di Silveri. Il concerto è stato preceduto da una cerimonia importante, con tanto di banda del paese: la riapertura, dopo il restauro, del teatro parrocchiale e la sua intitolazione a don Renato Trabucco, il parroco di Elice scomparso tre anni fa. Don Renato fu anche un ottimo organista. Grande è stata la mia soddisfazione alla vista del suo nome sulla facciata della piccola sala, perché a don Renato mi legava qualche ricordo di gioventù. L’avevo conosciuto ad Atri nel 1985, in occasione della visita di Giovanni Paolo II ad Atri. L’allora parroco della Cattedrale, don Giovanni D’Onofrio, che era stato suo compagno di seminario, volle che fosse lui a suonare l’organo per lo storico evento.

    Torniamo alla serata. Dopo la benedizione dell’insegna, il gran concerto inaugurale dell’Abruzzo Brass Quintet, e del celebre solista. Il concerto, presentato dal bravissimo Maestro Luigi Belfatto, affermato solista abruzzese, si è aperto con il Preludio del Te Deum di Charpentier: grande emozione per la splendida esecuzione come solista di Alessandro Chiavetta. Anche lui, come Silveri, giocava fino a qualche anno fa con i suoi compagni nella piazzetta di Elice, ed ora eccolo lì, fiero dei suoi traguardi da condividere con le persone a lui care, la sua famiglia, i compagni di gioco, i vicini di casa. Leggo alcune note del suo curriculum: classe 1989, inizia lo studio della tromba all’età di nove anni con il professor Adolfo Di Mele presso il Conservatorio di Musica “Luisa D'Annunzio” di Pescara dove si diploma nel 2008. Nello stesso anno partecipa e vince un’audizione nazionale che gli consente di entrare a far parte dell’orchestra Giovanile Italiana di Fiesole. Nel 2010, al termine dell’esperienza toscana, viene selezionato per accedere nella classe del professor Frits Damrow (già prima tromba della Royal Concertgebouw Orchestra di Amsterdam) alla Zuercher Hochschule der Kuenste di Zurigo. Nel 2012 diventa accademista presso l’Opernhaus di Zurigo dove ha modo di collaborare con direttori di fama internazionale. Inoltre prende parte, sempre come Prima Tromba, al Sommer Tour 2013 con la Mahler Jugend Orchester, considerata la migliore orchestra giovanile al mondo, con la quale tiene concerti a Londra, Amsterdam, Dresden e Salzburg. Brillante il suo piazzamento al prestigioso concorso Kiwanis Wettbewerb. Che dire di più? Il programma è andato avanti con pagine di piacevole ascolto, tratte da colonne sonore, cartoni animati; poi Bernstein, Piazzolla, Rota, Morricone, e, ancora, il celebre Valzer n. 2 di Shostakovich, fino all’acrobatico Helter Skelter di Walter Lemmon, eseguito allo xilofono da Danilo Di Vittorio, affermato percussionista e anche lui orgoglio del paese. Potevano mancare gli auguri di Natale in musica? Ecco allora We wish you a merry Christmas a conclusione di una serata piena di emozioni: ottima musica, bella gente di paese, cordiale, affettuosa, seduti sulle panche, come in Ladri di biciclette di De Sica, felici e uniti per una giornata di musica e di ricordi davvero particolare.

    La musica, quella d’arte, fatta bene, come quella regalataci ieri ad Elice da ottimi artisti abruzzesi, vissuta nella semplicità di un piccolo oratorio di paese, lontano dai riflettori dei “grandi eventi”, ha sapore di favola.
    Concezio Leonzi
    Pubblicato Lunedì, 24 Luglio 2017
    Scritto da Concezio Leonzi
      CONCERTO D’ESTATE

      SUCCESSO DELL’ORCHESTRA DEL TEATRINO DI ELICE

      Non poteva aprirsi in maniera più festosa e gagliarda  il Concerto d’estate dell’Orchestra del Teatrino di Elice (Pe) nel Teatro Comunale di Atri, il 23 luglio scorso: con la marcia militare “I lancieri del Bengala” del compositore pugliese Amleto Lacerenza. Il nome dell’orchestra del Teatrino, sia chiaro, non è una diminutio, ma richiama il luogo magico dove tutta la comunità di Elice, ridente borgo della provincia pescarese, si riunisce per studiare e divertirsi con la musica. Fratelli, zii, nonni, nipoti di tutte le età, impegnati gioiosamente in un collettivo progetto culturale. Elice, possiamo dirlo, è il luogo dove avviene il miracolo della socialità all’insegna dell’arte. L’uno vicino all’altro nel piacere collettivo di suonare in orchestra, per la gioia individuale e del pubblico, sempre numeroso ai concerti dell’orchestra, orgoglio e vanto del piccolo centro pescarese. Anima di questo fermento artistico è la famiglia Di Vittorio, da generazioni impegnata nell’educazione musicale del paese. Le lezioni individuali e collettive sono impartite da fior di docenti nel rinnovato “Teatrino” intitolato a don Renato Trabucco, dove vengono allestiti anche piccoli spettacoli di prosa dalla locale Associazione “Rossini”.

      Sul podio del concerto di Atri, il giovane e valoroso Maestro Antonio Di Vittorio: sicuro, chiaro nel gesto, ottimo interprete delle impegnative musiche in programma. Sotto la sua bacchetta l’Orchestra ha eseguito le più belle pagine di musiche da film, conquistando il numeroso pubblico che ieri sera ha rinunciato alle atmosfere festaiole estive per gustare, comodamente seduto nel nostro delizioso Teatro Comunale, ottima musica per grande orchestra (con ingresso gratuito). Alle colonne sonore di Zimmer, Williams e Morricone si sono alternate quelle di Haendel, con il suo capolavoro “The musick for the royal fireworks”. Una nota di merito per la giovane flautista solista Benedetta D’Annunzio. Una curiosità: tra le file dell’orchestra anche un giovane solista di Atri, Gregorio Cocciarficco, insegnante di Sassofono nella scuola di Elice e un grande solista di fama internazionale, Alessandro Chiavetta, anch’egli figlio del Teatrino miracoloso, tornato in patria per le vacanze estive dalla Finlandia, dove ricopre il prestigioso ruolo di Prima Tromba Solista della Tampere Philharmonic Orchestra.
      Concezio Leonzi

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